Riequilibrio

Studio di Riequilibrio Nutrizionale e Bioenergetico

Latte di mucca e la Dieta senza Muco

 

Nel mio lavoro come Nutrizionista e Naturopata mi trovo frequentemente ad affrontare l'argomento “latte di mucca” in quanto spesso nei test di intolleranza alimentare, sia effettuati con prelievo di sangue sia tramite test bioelettronico, il latte risulta essere uno dei principali alimenti non tollerato. In realtà sulla questione latte sono numerose le discussioni nel mondo medico, tra chi continua ad affermare l'importanza di questo alimento e chi invece, come la sottoscritta, ritiene che l'importanza di un alimento per la crescita o per la nutrizione non può essere dettato dall'industria ma dall'effetto che quell'alimento ha sull'organismo umano. Certamente se andiamo indietro nel tempo o se ci riferiamo a situazioni di difficoltà economica, il latte può diventare un importante fonte di sostentamento. Nelle nostre campagne in passato, spesso si cenava con una tazza di latte e pane raffermo. Ma oggi direi che queste situazioni per quanto riguarda il nostro paese sono decisamente rare e sulla nostra tavola abbiamo sicuramente più di quanto ci occorre. Quindi da questo punto di vista il latte di mucca può essere valutato come qualsiasi altro alimento. E sono già numerosi i pareri scientifici che lo contestano. Secondo Naboru Muramoto, autore del libro “Il medico di se stessi” (Ed. Feltrinelli) “il latte di mucca non è un alimento perfetto per l’uomo, i neonati e i bambini non dovrebbero mai essere nutriti con il latte vaccino”. Già all'inizi degli anni 90 il Dott Spock padre della moderna pediatria, diffidava dall'introduzione di latte vaccino nello svezzamento del bambino perchè all'origine di diversi problemi quali allergie, anemie, deficienze immunitarie (articolo publicato su La Repubblica 1 ottobre 1992, pag. 19) “Un gruppo di medici americani, in prima fila due famosi pediatri, Benjamin Spoke and Frank Oski, ha dichiarato guerra all’alimento prodotto dalle mucche. Secondo la loro teoria, il latte provocherebbe malattie anche molto serie come il diabete, e diversi tipi di allergie. E adesso è già polemica, feroce. Direttore del reparto pediatrico alla prestigiosa John Hopkins University di Baltimora, il professor Oski è categorico: «Non vedo proprio il motivo di bere latte di mucca, in nessuna fase della nostra vita. È roba fatta per le mucche, non per gli esseri umani. Dovremmo smettere completamente di berlo. Fin da oggi stesso». Il testo Dietologia clinica, alimenti e malattie (Medi Edizioni, 1999) riferisce che per il 3%, su 1310 soggetti selezionati, il latte e derivati scatenavano emicranie. Lo stesso manuale consiglia la “dieta Mc Ewen” per le malattie cutanee, che al primo punto esclude gli alimenti a base di latte di mucca. «Le manifestazioni patologiche dovute a fattori alimentari costituiscono un problema sempre più rilevante nelle popolazioni dei paesi industrializzati. Peraltro, soprattutto nel bambino, i fattori che predispongono all’allergia alimentare, con sintomi respiratori e asma in primo luogo, sono numerosi, ma quelli identificati con maggiore sicurezza contemplano l’esposizione ad alimenti quali il latte vaccino, l’uovo e il pesce […]». Sembra inoltra che ogni bicchiere di latte di mucca raddoppia la quantità dell’ormone IGF-1 nel corpo umano, sostanza che sostiene l’aumento di dimensioni del cancro».(Robert Cohen nel suo libro Milk, A-Z 1999). L’informazione ormonale del latte, quella della crescita veloce (utile al vitello che cresce fino a 300 Kg in pochi mesi) potrebbe avere a che fare con la crescita veloce di cellule come fibromi, sarcomi, cancri.

A tutto questo viene obiettato l'importanza del latte per il calcio, minerale importante per le nostre ossa. Ma in realtà sappiamo veramente quanto calcio è contenuto nel latte? Nell'elenco che segue sono comparati valori di calcio contenuto in diversi alimenti per 100 gr di prodotto:

Latte vaccino intero 118, Latte di capra 129, Panna vaccina 102

Semi di sesamo 1160, Tahin (burro di semi di sesamo) 100

Mandorle 234, Nocciole 209

Tofu secco 590, Tofu fresco 146, Tempeh 142, Farina di soia 189

Avena integrale 55, Orzo allo stato grezzo 32, Riso integrale 22

Ceci 150, Amaranto 490, Quinoa 141

Broccolo 103, Cime di rapa 246, Foglie di cavolo 203

Alghe arame 1170, Alghe hijiki 1400, Alghe wakame 1300

Tè bancha in rametti 720

Come possiamo notare non è vero che il latte è una fonte unica e insostituibile di calcio. Pensiamo semplicemente al fatto che molte donne soffrono di osteoporosi e continuano a soffrirne nonostante che bevano latte su consiglio medico. Non dimentichiamo che le ossa non sono costituite solo da calcio, ma anche da magnesio e fosforo e che l'equilibrio di questi minerali dipende dall'acidosi dell'organismo. Escludere il latte dall'alimentazione di un bambino può diventare l'unica strada per diminuire l'incidenza di tosse e catarro nelle vie respiratorie come spesso ho osservato nella pratica. Certamente non è solo il latte il responsabile. Agli inizi del 1900 il prof. Arnold Ehret partendo da problemi di salute personale formulò una sua teoria di autoguarigione basata sul digiuno e su un'alimentazione vegetariana. Secondo Ehret nell'apparato gastrointestinale, in seguito all'ingestione di farine raffinate, proteine animali e cibi industriali, si forma del muco, una sostanza vischiosa che accumulandosi si diffonde anche in altre parte del corpo, invadendo il sistema circolatorio e linfatico. Ehret attribuiva a questo tutta una serie di problemi e patologie, dalla stitichezza alla sordità, polomonite, raffreddori, reumatismi, gotta, infezioni....ecc. D'altra parte come afferma Davide Cielli autore del libro “Quinto non uccidere” gli studi di anatomia comparata dimostrano senza ombra di dubbio che l’organismo umano è del tutto inadatto al consumo di carne. Il fatto che l’uomo sia diventato, relativamente di recente, anche cacciatore (oltre a raccoglitore come è sua natura) a causa di necessità ambientali momentanee, non ne fa di lui un carnivoro. Il nostro tratto digerente, troppo lungo e sprovvisto degli acidi dei veri animali carnivori, è del tutto inadeguato al consumo di carne e latticini che, stazionando nel nostro organismo troppo tempo, putrefanno e provocano acidosi e produzione di molte scorie. I reni, eternamente sovraccarichi di lavoro, sono costretti a turni supplementari per poterne eliminare solo una piccola parte. Il resto delle scorie va a formare “noi”. I nostri denti, le nostre mani, i nostri organi interni, dimostrano in modo inequivocabile quanto siamo inadatti al tipo di alimentazione carnea (provate ad assalire una gazzella e a sbranarla coi denti… abbiamo bisogno di armi, altrimenti moriremmo di fame) Tant’è che i nostri parenti più stretti, le scimmie, sono frugivore, consumano cioè frutta, bacche, radici. Proprio come ha fatto per tantissimi anni l’uomo delle origini”.

Qual'è allora la dieta più giusta? Sicuramente un'alimentazione che rispetti scelte secondo “natura”: evitare i cibi industriali dalle merendine per bambini ai piatti già pronti da infilare comodamente nel microonde, altro grande nemico della nutrizione. Usare prodotti integrali, verdura e frutta di stagione in abbondanza per combattere l'acidosi. La carne va comunque limitata soprattutto quella che proviene da allevamenti industriali, dove gli animali, oltre a vivere in condizioni drammatiche, sono altamente intossicati da farmaci che poi ci ritroviamo nel piatto. E comunque in caso di patologie gravi può diventare fondamentale una scelta alimentare vegetariana. A tutto questo aggiungerei da un punto di vista personale, scelte etiche e di rispetto verso gli animali da troppo tempo schiavi indifesi dell'uomo per arrivare ad un mondo di vera armonia come raccontato in modo ironico nel film “il Pianeta Verde”.