Riequilibrio

Studio di Riequilibrio Nutrizionale e Bioenergetico

Il Sole:un amico da cui proteggersi

di Silvia Gnudi (maggio 2011)

Protezione solare: un tema di cui tanto si parla ma su cui c'è molta confusione. Vediamo quindi di fare un po' di chiarezza. Intanto è utile sapere che i raggi UVA e UVB rappresentano il 3% delle radiazioni che oltrepassano la barriera protettiva dell’atmosfera terrestre, il 37% è costituito dalla luce visibile e il 60% dai raggi infrarossi, invisibili all’occhio umano e responsabili della sensazione di calore. I raggi UVA e UVB, agendo sulle molecole d’acqua degli strati superficiali della cute, possono innescare il meccanismo di produzione di radicali liberi, specie chimiche che, se in eccesso, possono creare le condizioni di possibile danno da stress ossidativo.

Per fronteggiare l’azione dei radicali liberi, la nostra cute possiede dei meccanismi di difesa interni costituiti da enzimi, cofattori e sostanze circolanti nei fluidi extracellulari. Ma possiamo incrementare questi sistemi di difesa iniziando già da ora ad assumere vitamina E e vitamina A o prodotti che contengono sia queste vitamine che altri antiossidanti naturali.

Sappiamo che una corretta esposizione solare che eviti danni più o meno gravi alla pelle (dall'eritema e invecchiamento cutaneo al melanoma, tumore maligno della pelle) prevede alcuni fondamentali accorgimenti:

  • -utilizzo di creme protettive con filtri solari adeguati ( che ripari dai raggi UVA (i maggiori responsabili dell'invecchiamento precoce) e raggi UVB (causa di scottature, macchie scure, rughe),

  • -evitare l'esposizione diretta durante le ore più calde (in particolare dalle 11 alle 15, quando la concentrazione di raggi ultravioletti è maggiore).I neonati non vanno esposti al sole ed i bambini, per la loro pelle particolarmente delicata, devono essere adeguatamente protetti con un prodotto solare a fattore di protezione altissimo;

  • -integrare la dieta con un’alimentazione ricca di sostanze antiossidanti come caroteonidi, vitamina E, vitamina C, selenio e flavonoidi. Prevedere un consumo adeguato (5 porzioni al giorno) di frutta e ortaggi freschi, alternando possibilmente nella giornata colori diversi (bianco, giallo-arancio, verde, rosso e blu-viola); olio extravergine di oliva pesce e carni magre, legumi e cereali, tè verde;

  • -bere molto, poichè sole e caldo tendono a disidratare la pelle rendendola più vulnerabile e... non c'è crema idratante che regga il confronto con una buona bottiglia d'acqua! Evitate invece vino e birra (l'alcool ha l’effetto contrario).

Per quanto riguarda quale formulazione scegliere cioè se creme o lozioni, latti, oli, gel, spray, la scelta è ampia. “L’efficacia e la sicurezza dei cosmetici di protezione solare non si basa solo sul tipo e la quantità delle molecole-filtro (chimiche o fisiche) contenute, ma sull’intera preparazione cosmetica” - dichiara Carla Scesa, docente di tecnologie cosmetiche all’università di Urbino e Cattolica di Roma – “infatti in base al tipo di prodotto si può ottenere una maggiore protezione, a parità di filtri presenti, sia dai raggi UV-B eritemigeni che UV-A fotoinvecchianti”. Esaminando le forme cosmetiche in commercio è possibile considerare ulteriori parametri di scelta.

Ecco i suggerimenti della professoressa Carla Scesa.

OLI SOLARI: sono i più antichi veicoli cosmetici (derivanti dagli oli naturali quali il mallo noce o l'olivo), che permettono un'ottima dispersione dei filtri solari (quasi tutti liposolubili) e non richiedono la presenza di conservanti. Non garantiscono tuttavia elevate protezioni per la loro estrema spalmabilità e la formazione di un film trasparente, idroresistente ma sottile. Sono idonei per i fototipi più scuri o per chi è già abbronzato. Costituiscono il veicolo ideale per la protezione dei capelli dai danni fotoindotti (secchezza, indebolimento, perdita del colore).

STICK, LIPOGEL O GEL ANIDRI : simili agli oli ma in forma solida, sono spesso ricchi di vaselina o oli minerali e la loro applicazione è limitata a zone cutanee ristrette perché appiccicosi e untuosi. Gli stick sono indicati per piccole aree sensibili e per coprire le macchie scure “da sole” già esistenti ed evitare il peggioramento.

IDROGEL: gelatine a base acquosa, o meglio idroalcolica (con alcol etilico). Belli da vedere, danno un immediato senso di fresco. Tuttavia formano un film trasparente, non abbastanza omogeneo e garantiscono bassa protezione. Inoltre la presenza di alcol è da sconsigliare a bambini, pelli sensibili, pelli aride o senescenti. La forma gel è invece ottima sui capelli (effetto lucidante e fissante) o come prodotti doposole (in questo caso l'alcol non è più necessario) ad azione riparatrice sui danni solari, rinfrescante, lenitiva e idratante, con forti percentuali di fitoderivati e sostanze attive.

EMULSIONI: sono i veicoli d'eccellenza poiché contengono sia una fase acquosa che una componente lipofila (oli, cere ecc.). Questo permette di avere anche una elevata presenza di filtri, sia fisici che chimici, di modulare la formazione di un film (spessore protettivo) sulla superficie cutanea, di garantire la resistenza al dilavamento e al sudore. Sono da preferire le emulsioni a fase continua lipofila (acqua in olio) o le recenti acqua in silicone, ad elevata gradevolezza applicativa. Le più diffuse e leggere emulsioni a fase continua acquosa (olio in acqua) sono gradevoli, ma resistono meno a bagni e sudore e richiedono la presenza di maggiori quantità di conservanti (additivi potenzialmente allergizzanti) per evitare contaminazioni microbiche. Da consigliare a chi desidera una forte valenza cosmetica, le emulsioni uniscono alla protezione solare numerose funzionalità, tra cui: idratazione, protezione dai radicali liberi, azione antirughe e molte altre. Da evitare le microemulsioni (all'aspetto trasparenti) per la loro elevata capacità di assorbimento cutaneo.

PASTE E CREME DENSE: indicate per i bambini, sono ottime le emulsioni ipoidriche (acqua in olio) a base prevalente di filtri fisici, con azione cutanea di superficie, povere di conservanti e additivi, senza profumo e rigorosamente controllate sotto il profilo della fotostabilità.

ACQUE SOLARI: liquidi in spray rinfrescanti e profumati, a basso e bassissimo livello di protezione solare. Contengono miscele di acqua, filtri chimici, essenze profumate e alcol. Da evitare in presenza di pelle chiara o sensibile. Rispondono più a una moda che a un reale bisogno di protezione dai raggi solari.

Fondamentale però rimane la scelta del filtro solare contenuto nelle creme protettive

I filtri solari si dividono in due categorie: filtri chimici e filtri fisici.

FILTRI CHIMICI: mentre i filtri fisici sono considerati biochimicamente inerti, i filtri chimici possono rendersi responsabili di reazioni di irritazione, sensibilizzazione, fototossicità e fotoallergia. I filtri solari presenti nelle preparazioni, raggiungono concentrazioni fino al 10% e sono generalmente applicati sull'intera superficie corporea; poiché la maggior parte dei filtri chimici sono costituiti da molecole lipofile, vengono assorbiti. Per esempio, il benzofenone-3 (Bp-3), che è uno dei filtri più fotostabili e quindi tra i più impiegati, e il suo metabolita 2,4-diidrossibenzofenone, sono stati rintracciati nelle urine umane 4 ore dopo l'applicazione topica di un prodotto regolarmente reperibile in commercio.

Le reazioni allergiche ai filtri solari sono comunque piuttosto rare (nonostante la diffusione dei filtri chimici non solo nei prodotti per la protezione solare ma anche in altri cosmetici) e prevalentemente di natura irritativa piuttosto che allergica nei confronti del filtro e degli altri componenti del prodotto.

I primi filtri chimici a essere ampiamente utilizzati sono stati PABA e i suoi esteri, octil-dimetil-PABA e pentil-dimetil-PABA. Il riscontro di reazioni di tipo fotoallergico nei confronti di questi agenti chimici ha portato alla loro scomparsa dal mercato e alla produzione di prodotti PABA-free contenenti soprattutto benzofenoni, i quali, insieme al dibenzoilmetano, si sono dimostrati induttori di reazioni fotoallergiche. Come alternativa è utilizzato il metossicinnamato (raggiunge anche parte dell'UVA), che è ora il terzo allergene più comune. (Cook N, Freeman S. Report of 19 cases of photoallergic contact dermatitis to sunscreens seen at the Skin and Cancer Foudation. Australas J Dermatol 2001;42:257-259.)

FILTRI FISICI: i filtri fisici sono costituiti da sostanze minerali (es. ossido di zinco, biossido di titanio, mica) che non lasciano passare i raggi ultravioletti ma li riflettono. Date le loro caratteristiche sono indicati soprattutto in caso di ipersensibilità o intolleranza ai raggi solari (pelle chiara, spiccata tendenza agli eritemi e a forme neoplastiche), o per parti del corpo molto sensibili come il naso e le labbra. I filtri sono opportunamente dispersi in un veicolo che ne assicura una distribuzione omogenea e una buona adesione alla pelle. La formulazione è poi completata con altri principi attivi che hanno la funzione di reidratare la pelle (aloe, burro di karitè, allantoina, acido ialuronico, pantenolo, ecc.) e lenire gli effetti nocivi del sole (camomilla o alfa-bisabololo, calendula, malva, acido glicirretico, ecc.). Quest’estate però l’acquirente di solari ecobio potrebbe avere qualche perplessità e trovarsi disorientato nell’acquisto: alcune note marche hanno sospeso la produzione di solari per il 2009, altre invece hanno abbassato il fattore di protezione solare (SPF – Solar Protection Factor). Perché?

La causa va ricercata in una direttiva europea: tutti i solari da quest’anno devono rispettare le indicazioni date dal COLIPA: The European Cosmetic Toiletry and Perfumery Association. Il COLIPA è l’associazione commerciale che rappresenta gli interessi dell’industria cosmetica, dell’igiene e della profumeria. Il loro obiettivo, così come dichiarato nel loro sito, è di venire incontro ai desideri dei consumatori riguardo nuovi, innovativi e sicuri prodotti e di produrre informazioni utili e complete.

Il Colipa ha stabilito che i solari:

  • devono proteggere dai raggi UVB (responsabili delle scottature, degli eritemi e delle mutazioni genetiche).

  • devono proteggere dai raggi UVA (responsabili del precoce invecchiamento della pelle) in rapporto di 1:3 rispetto ai raggi UVB. Questa è la prima novità.

  • i solari dovranno rispettare uno standard dato da un test di laboratorio certificato. In etichetta presenteranno il logo “UVA” che stabilisce la conformità. Questa è la seconda novità di rilievo.

  • inoltre i fattori di protezione solare vengono divisi in fasce differenziate: bassa: SPF 6 e 10; media SPF 15, 20 e 25, alta 30 e 50; altissima 50 +.

    La protezione “totale” (sunblock) scompare in quanto non è veritiera.

  • nessun prodotto solare respinge la totalità delle radiazioni e nemmeno può proteggere tutto il giorno senza riapplicazioni.

Cosa implicano queste direttive?

I solari ecobio hanno utilizzato in passato solo filtri minerali (filtri fisici) costituiti da ossido di zinco (quello delle creme per i sederini dei bambini, per intenderci) e biossido di titanio. I filtri minerali riflettono le radiazioni solari, e tuttora rispettano pienamente i severi standard australiani.

Il test di laboratorio suggerito dal Colipa favorisce nettamente i solari a base di filtri chimici, che invece trasformano l’energia solare in energia termica. Questi filtri chimici sono evitati dagli acquirenti ecobio in quanto possono essere non fotostabili e inoltre sono di produzione sintetica.

In realtà i risultati del test sull’ossido di zinco sono controversi, e molte case cosmetiche che li utilizzano contestano la raccomandazione del Colipa. Ci si aspetta una valutazione definitiva verso fine anno.

Per questo motivo alcune marche hanno provvisoriamente interrotto la produzione dei solari. Se li trovate in negozio risalgono alle scorte dell’anno scorso, vendibili fino ad esaurimento. Altre invece hanno deciso di abbassare il fattore SPF per rispettare la direttiva europea. E’ utile ricordare che il Colipa afferma che la protezione solare, di qualsiasi prodotto, dichiarata in etichetta è valida solo se il solare viene utilizzato nella quantità di 2 mg/cm quadrato, ovvero 6 cucchiaini (36 g) di prodotto per un adulto medio. Una quantità molto superiore a quella utilizzata usualmente.

Inoltre i solari devono essere applicati PRIMA dell’esposizione (15-30 minuti prima) e riapplicati frequentemente e dopo ogni bagno. Anche se waterproof.

Tra i solari bio consiglio la marca Lavera, una delle poche case che hanno deciso di rimanere nel mercato pur abbassando a malincuore gli SPF in attesa di una risoluzione della controversia riguardante l’ossido di zinco (comunicazione ufficiale Lavera).