Riequilibrio

Studio di Riequilibrio Nutrizionale e Bioenergetico

Sistema immunitario e strategie anticancro

http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTDwS2wpGYu3lcCSlqYfK16IEiAArmAndo4gGkqG00dVVUka2al di Silvia Gnudi (luglio 2011)

Sin dalla nascita, siamo esposti ad un continuo attacco da parte di batteri, virus ed altri agenti patogeni. Senza uno "scudo" efficace, ciascuno di noi soccomberebbe presto alle malattie infettive ed al cancro. Nella lotta contro gli agenti microbici, siamo in grado di proteggerci grazie al nostro Sistema Immunitario, un complesso sistema difensivo. Il Sistema Immunitario è molto versatile ed è in grado di produrre un'enorme varietà di cellule e molecole in grado di riconoscere ed eliminare un'infinita varietà di invasori. Nel feto in corso di sviluppo e nei primi mesi di vita, la nutrizione svolge un ruolo essenziale per lo sviluppo del Sistema Immunitario. E' noto da tempo che i bambini malnutriti mostrano un rischio elevato di incorrere in infezioni gravi, rischiose per la vita stessa. Nel corso di tutta la vita, sono necessari determinati nutrienti per favorire una buona risposta immunitaria. Zinco, Ferro, Rame, Selenio, Vitamine A, B6, C ed E svolgono tutti dei ruoli chiave nel mantenimento di funzioni immunitarie ottimali. La maggior parte di tali nutrienti si trova soprattutto in frutta, verdura, cereali integrali, noci e semi oleosi. Quindi mangiare in modo equilibrato e salutare oltre ad aiutarci ad ottenere una buona forma fisica è di fondamentale importanza per il rafforzamento del nostro sistema immunitario. “L’ipotesi dell’immunonutrizione, relativamente nuova, afferma che la dieta, tra altri fattori, condiziona i meccanismi di difesa del nostro organismo”, afferma la dottoressa Nora Slobodianik (insegnante titolare della Cattedra di Nutrizione della Facoltà di Farmacia e Biochimica dell’UBA), “Come il corpo ha bisogno di energia e nutrienti, le cellule del sistema immunitario ne hanno bisogno per poter fornire un adeguata funzione protettiva”. La dieta per rafforzare il sistema immunitario deve essere equilibrata e moderata (nelle quantità): “È dimostrato che il consumo di qualunque nutriente in eccesso provoca praticamente lo stesso effetto che la sua deficienza: il sistema immunitario ha bisogno di una determinata quantità di nutrienti e assolutamente non il loro accumulo!”. Ma sul sistema immunitario non agisce solo l'alimentazione ma anche lo stile di vita. Molte ricerche ormai confermano che NON EREDITIAMO le malattie ma ereditiamo una situazione ambientale NON FAVOREVOLE costituita da cattive abitudini alimentare, dinamiche emotive negative, limitata attività fisica. Su questo argomento molto interessante il libro di David Servan-Schreiberi, psichiatra e neuroscienziato che in seguito alla scoperta di avere un tumore al cervello, ha svolto una ricerca approfondita sulle risorse naturali dell'organismo per combattere il cancro. Il libro, pubblicato nel 2008, è una ricerca accuratissima ed entusiasmante sulla capacità degli individui di costruirsi una biologia anticancro, stimolando il sistema immunitario. Vi riporto alcuni brani del libro:

Tutti abbiamo un cancro che dorme nascosto dentro di noi. Come ogni organismo vivente, infatti, il corpo umano fabbrica in continuazione cellule difettose, ed è così che nascono le neoplasie. Il nostro organismo è però dotato di vari sistemi che gli permettono di individuarle e contenerle. Sono questi i meccanismi che bisogna potenziare… Ed è possibile farlo, agendo sullo stile di vita. Per esempio, i tumori più diffusi da noi, quelli al seno, al colon o alla prostata, in Asia sono da sette a sessanta volta meno frequenti. Però se si fa l’autopsia degli asiatici morti per cause diverse dal cancro si riscontrano altrettante microlesioni alla prostata che negli occidentali: nello stile di vita degli asiatici c’è dunque qualcosa che impedisce al tumore di svilupparsi. Per contro, fra i giapponesi residenti in Occidente l’incidenza delle neoplasie raggiunge livelli pari ai nostri nel giro di una o due generazioni: nel nostro modo di vivere c’è qualcosa che non aiuta l’organismo a difendersi…....... In effetti spesso accettiamo passivamente delle false certezze scientifiche che ci tolgono la capacità di disinnescare lo sviluppo dei tumori. Per esempio, siamo convinti che il cancro sia innanzitutto una questione di geni e non di comportamenti, mentre è vero il contrario. Uno studio danese sorprendente, pubblicato su una autorevolissima rivista scientifica, il New England Journal of Medicine, ha indagato sulla salute di mille persone adottate alla nascita, risalendo (grazie a un registro genetico che esiste Danimarca) ai genitori biologici. Ebbene, si è visto che aver ereditato il corredo genetico di genitori morti di cancro prima dei cinquanta anni non ha una particolare influenza sulla possibilità di sviluppare un tumore maligno. Al contrario, la morte per cancro di un genitore adottivo (dal quale non si eredita alcun gene, ma che influisce sullo stile di vita del bambino) moltiplica per 5 il fattore di rischio.Tutte le ricerche concordano: la genetica contribuisce alla mortalità per cancro in ragione del 15% al massimo. Dunque, persino chi ha familiarità con il tumore può imparare a difendersi.

Ecco, secondo Servan-Schreiber, 4 mosse irrinunciabili:

1) Combattere gli stati infiammatori.

 

 

Un cancro su sei è legato a uno stato infiammatorio cronico. Semplificando molto, possiamo dire che la risposta infiammatoria, che di per sé è una delle naturali forze di auto-guarigione dell’organismo, quando si cronicizza viene in qualche modo “usata” dal cancro a suo favore.
Ne consegue che combattere gli stati infiammatori (non trascurando le piccole patologie, usando le medicine dolci, praticando l’esercizio fisico, e prendendosi cura delle emozioni, perché anche lo stress e la collera sono dei potenti concimi per l’infiammazione) fa parte dei comportamenti preventivi.

 

2) Fare attenzione all’alimentazione

Tutti ne parlano, ma perché è così importante? Semplice: i nostri cromosomi si sono formati centinaia e centinaia di migliaia di anni fa, quando i nostri antenati erano cacciatori e raccoglitori.
 Nonostante sia passato tanto tempo, i geni si sono evoluti pochissimo. La nostra fisiologia si attende una alimentazione simile a quella dell’era in cui vivevamo di caccia e raccolta: frutta e verdura in abbondanza, ogni tanto uova o carne di animali cresciuti liberamente, un perfetto equilibrio tra acidi grassi essenziali omega 3 e omega 6, pochissimo zucchero (il solo dolcificante era il miele) e poca farina… La nostra alimentazione occidentale, ben diversa, crea invece un terreno favorevole agli squilibri e al tumore. Prendiamo per esempio il nostro consumo abnorme di zucchero. Questo alimento, dice Servan-Schreiber, è letteralmente cibo per il cancro: il premio Nobel per la medicina Otto Heinrich Warburg ha scoperto che il metabolismo dei tumori maligni dipende in gran parte dal loro consumo di glucosio, la forma che assume lo zucchero nel nostro organismo una volta digerito. 

Inoltre, zucchero e farine bianche stimolano il rilascio di insulina e di un’altra molecola, detta IGF (Insulin-like Growth Factor-I) che ha la proprietà di stimolare la crescita cellulare (anche quella dei tumori) e aumenta la capacità delle cellule tumorali di invadere i tessuti vicini, e dà una sferzata ai fattori di infiammazione.  Innumerevoli studi puntano l’indice nella stessa direzione: chi vuole fare prevenzione deve limitare drasticamente il consumo di zucchero raffinato e di farine bianche.   In pratica: imparare a bere il caffé senza zucchero, consumare il dolce non più di due o tre volte alla settimana (e non da solo, perché la presenza di altri alimenti ritarda l’assimilazione dello zucchero), sostituire il riso bianco con quello integrale, basmati o thailandese, (che hanno indici glicemici meno elevati), e buttarsi su pasta e cereali integrali, frutta (non c’è limite al consumo, purché non sia spolverizzata di zucchero) e verdura (ricca di composti fitochimici in grado di contrastare la progressione del cancro). No a margarine e grassi idrogenati, sì all’olio di oliva.   Per quanto riguarda carne e latte, c’è da dire che questi alimenti sono diventati pericolosi soprattutto grazie al tipo di alimentazione e di stimolazione ormonale cui sono sottoposti gli animali: carne e latte provenienti da allevamenti biologici presentano rischi molto minori.  In ogni caso, chi non vuole diventare vegetariano dovrebbe almeno imparare a invertire le proporzioni degli alimenti: non più una bistecca con qualche foglia di insalata, ma tanta verdura con qualche strisciolina di carne, possibilmente non tutti i giorni (come fanno gli orientali).  Via libera a frutta e verdura: se sono biologiche è meglio, ma comunque molti studi hanno dimostrato che i vegetali trasmettono meno inquinanti degli animali (che accumulano nella massa grassa i pesticidi dell’erba che brucano).   Inoltre, sottolinea Servan-Schreiber, i benefici dei composti fitochimici anticancro dei vegetali controbilanciano il rischio rappresentato dai pesticidi (in ogni caso, lava bene la verdura e sbuccia la frutta).

3) Fare attività fisica

 

 

 

Infine il movimento. Non è necessario praticare uno sport estremo, bastano semplici passeggiate. I numeri parlano chiaro: le donne che camminano cinquanta minuti al giorno, cinque volte alla settimana, hanno due volte in meno il rischio di ricaduta dopo un cancro al seno. Non si tratta di andare in palestra tre ore al giorno, ma di fare in modo che l’attività fisica entri a far parte integrante della tua vita.  

4) Comprendere e superare le ferite della psiche

Nel mondo scientifico non ci sono certezze definitive, ma ormai sono molti i medici che si interessano a come la condizione psicologica influisca sui meccanismi che alimentano questa malattia. Molti psicoterapeuti che hanno lavorato con i malati di cancro hanno coniato per loro la definizione di “personalità di tipo C” (in contrapposizione alla personalità di tipo A, aggressiva e impaziente, spesso riscontrabile nei cardiopatici). Sembrano più esposte le persone che, a torto o a ragione, non si sono sentite pienamente accettate nell’infanzia, si sono sentite fragili e vulnerabili, hanno ricevuto pochi incoraggiamenti e, per farsi amare, hanno deciso di adeguarsi il più possibile alle aspettative altrui, anziché seguire le proprie inclinazioni.

 

 

 

 

In ogni caso (il consiglio è valido per tutti, che abbiano una personalità C o no) è importante per una vita sana, cercare il contatto con se stessi, imparare a conoscere le proprie emozioni: basta scrivere un diario, o fare pochi minuti di meditazione (o preghiera) al giorno (che riducono anche un altro fattore di rischio, ovvero lo stress). E’ una semplice pratica di vita, che però può fare tantissimo per la tua salute.

Infine, è importante non farsi sopraffare dal senso del dovere e inserire nella giornata, il più possibile, attività e rapporti che diano gioia: è la migliore prevenzione.

 

Anticancro. Prevenire e combattere i tumori con le nostre difese naturali , David Servan-Schreiber