Riequilibrio

Studio di Riequilibrio Nutrizionale e Bioenergetico

Sindrome dell'intestino permeabile

di Silvia Gnudi (gen2013)

Una corretta funzionalità della parte superiore del sistema gastro-enterico è sicuramente un elemento fondamentale per l’equilibrio dell’intestino; Quando il sistema digerente funziona bene solo alcuni componenti, accuratamente selezionati, posso attraversare la mucosa dell'intestino ed entrare nel flusso sanguigno. Ma quando le condizioni non sono ottimali può verificarsi un'infiammazione della mucosa intestinale, specialmente del colon e del retto, con conseguente diminuzione della sua capacità di permeabilità selettiva.

Questi squilibri possono indurre quella che viene ormai comunemente definita la “Leaky Gut Sindrome” o Sindrome dell’intestino Permeabile. Tale quadro ormai viene associato a manifestazioni che spaziano dalle intolleranze alimentari all’asma, dalle forme autoimmuni (includendo fra queste le manifestazioni di artrite reumatoide1) a disturbi dell’intestino (quali Rettocolite Ulcerosa e Morbo di Chron), passando attraverso manifestazioni di stanchezza cronica, fibromialgia, febbricole aspecifiche ed innumerevoli altri sintomi.
La barriera intestinale non svolge semplicemente un’azione passiva di filtraggio degli alimenti, ma sviluppa un’azione di barriera svolgendo un’azione di filtro attivo sull’assorbimento delle sostanze. Quando questa integrità di barriera viene a meno, le proteine più grandi possono attraversare la parete intestinale e entrare in circolo. Quando questi peptidi (aminoacidi) entrano nel sangue, diventano i bersagli delle immunoglobuline circolanti che formano complessi immunitari e circolano nel flusso sanguigno. I complessi immunitari penetrano nei vari tessuti, dove possono provocare infiammazione e vari processi degenerativi. Questa maggiore permeabilità permette anche a tossine, batteri, funghi e parassiti, che in condizioni normali non potrebbero passare, di superare la barriera protettiva ed entrare nel sangue.
La presenza prevalente nell'alimentazione moderna  di cibi poveri di nutrienti essenziali (vitamine, minerali, acidi grassi) che sono importanti fattori protettivi della mucosa intestinale, unita allo squilibrio della flora batterica e alla forte carenza di enzimi sia negli alimenti che nel nostro apparato digerente, è tra le cause principali del deterioramento della membrana intestinale.
Un intestino disbiotico inoltre, cioè con una flora batterica alterata e insufficiente, diventa sede di varie sostanze tossiche che sovraccaricano continuamente il sistema immunitario, il quale col tempo può perdere la sua efficienza e causare varie disfunzioni e malattie.
Oltre alla Sindrome dell'intestino permeabile, un'altra manifestazione patologica che sta diventando estremamente diffusa è la Glutensensitivity.
Come afferma Antonio Calabro', uno dei massimi esperti in materia, responsabile del Centro Regionale di riferimento per la celiachia dell'adulto dell'Aou Careggi di Firenze, ''esistono vari modi attraverso i quali il glutine puo' creare problemi: c'è' chi avverte i suoi aspetti tossici anche senza essere celiaco  e cioe' anche senza avere una risposta immunitaria a questa sostanza, non avendo i geni presenti invece nei celiaci, per i quali la patogenesi e' di tipo autoimmune''. Molti sintomi sono in comune con quelli della celiachia (e del colon irritabile, con cui spesso la sensibilità' al glutine viene confusa): gonfiore addominale, problemi intestinali, ma anche cefalee, problemi ostetrico-ginecologici (come la difficolta' ad avere bambini, per le donne), malattie reumatiche.
''Si stima che i celiaci siano l'1 per cento della popolazione, e noi siamo convinti che la sensibilita' al glutine sia diffusa almeno 5-6 volte di piu'. E dunque stimiamo che in Italia ci possano essere 3 milioni di ammalati di questa patologia''. Il professor Calabro' e la sua equipe, a Careggi, stanno mettendo a punto un metodo per diagnosticarla: si tratta di ''un'impronta metabolica'', ovvero di un metodo basato su esami del sangue, delle urine e sulla risonanza magnetica che - un po' come avviene con le impronte digitali - consentira', una volta validato, di identificare in modo univoco questa malattia”
Anche in questo caso l'origine va ricercata in un'alterata risposta immunitaria dell'intestino che ha perso la sua permeabilità selettiva.
In tutti i casi citati una prima azione fondamentale è quella mirata al ripristino di una parete   intestinale normale ed efficiente e per far questo occorre ridurre i cibi eccessivamente raffinati, lo zucchero, gli alcolici, i medicinali (se non per assoluta necessità), introdurre più vegetali e verdura fresca, evitate i dolciumi e soprattutto i cibi spazzatura (merendine, snaks, ecc.). Aumentare invece il consumo di cibi ricchi di fattori probiotici, enzimatici e nutrienti vitali. Adottare stili di vita più sani, meno sedentari e stressanti, introdurre integratori come le vitamine del gruppo B, antiossidanti e acido butirrico, che favorisce la crescita delle cellule intestinali, la cicatrizzazione della mucosa intestinale, l'abbassamento del pH del colon, l'attecchimento dei Bifidibatteri. Da aggiungere sempre Prebiotici che costituiscono il principale nutrimento della flora batterica intestinale e Probiotici che ostacolano nell'ntestino la colonizzazione da parte di batteri patogeni e di lieviti.